Il Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PO FESR) 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna si inserisce nella più ampia strategia dell’Unione Europea per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Questo programma è stato concepito per sostenere la competitività del sistema produttivo regionale, migliorare l’accesso alle tecnologie innovative, incentivare la transizione digitale ed ecologica e favorire la coesione economica e sociale.
Gli assi strategici del PO FESR si concentrano sull’innovazione, sulla ricerca e sviluppo, sulla digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione, sul miglioramento delle infrastrutture di connettività, sulla sostenibilità ambientale e sulla promozione di modelli di sviluppo a basso impatto ambientale. Inoltre, il programma ha destinato risorse significative alla riqualificazione urbana, alla mobilità sostenibile e all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, nell’ottica di un territorio più inclusivo e competitivo.
L’attuazione del PO FESR ha seguito un approccio integrato che ha coinvolto attori pubblici e privati, attraverso la promozione di partenariati strategici e la creazione di Clust-ER, strutture di aggregazione tra imprese, università e centri di ricerca finalizzate alla condivisione di conoscenze e alla realizzazione di progetti di innovazione tecnologica.
Un elemento chiave della strategia regionale è stato l’uso sinergico delle risorse, combinando finanziamenti provenienti da diversi programmi europei, nazionali e regionali, per massimizzare l’efficacia degli interventi e garantire un impatto strutturale duraturo sul sistema economico e sociale.
Contesto socioeconomico e priorità regionali
Il contesto socioeconomico dell’Emilia-Romagna nel periodo 2014-2020 è stato caratterizzato da un tessuto produttivo solido e altamente innovativo, con una forte vocazione all’internazionalizzazione e una significativa presenza di distretti industriali specializzati. Tuttavia, il periodo è stato anche segnato da sfide importanti, tra cui il rallentamento economico derivante dalla crisi finanziaria del 2008-2012, la necessità di recuperare competitività nei mercati globali e l’emergere di nuovi modelli produttivi basati sulla digitalizzazione e sulla sostenibilità.
Le priorità strategiche del PO FESR si sono quindi concentrate su:
- Sostegno alla ricerca e all’innovazione nelle imprese e nei centri di ricerca, con particolare attenzione ai settori strategici individuati dalla Strategia di Specializzazione Intelligente (S3);
- Digitalizzazione dell’economia e della pubblica amministrazione, attraverso lo sviluppo dell’Agenda Digitale e la promozione dell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT);
- Efficienza energetica e transizione ecologica, con investimenti mirati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra, oltre alla promozione delle energie rinnovabili;
- Mobilità sostenibile e sviluppo urbano, per migliorare la qualità della vita nelle città attraverso interventi di riqualificazione urbana, potenziamento del trasporto pubblico e creazione di infrastrutture per la mobilità dolce;
- Competitività delle PMI, con strumenti di supporto per l’accesso ai finanziamenti, l’internazionalizzazione e l’adozione di modelli di business innovativi.
OBIETTIVI TEMATICI E STRUTTURA DEL PROGRAMMA
La struttura degli obiettivi e la dotazione di risorse
Il Programma Operativo FESR Emilia-Romagna 2014-2020 è stato articolato in sei assi prioritari, con l’aggiunta di un asse dedicato all’assistenza tecnica, per rispondere alle esigenze di sviluppo del territorio. La dotazione complessiva iniziale era di 481,9 milioni di euro, ma è stata successivamente riorganizzata per affrontare le sfide della pandemia Covid-19, mantenendo comunque l’attuazione di oltre 2.529 progetti. Per far fronte alle conseguenze economiche, sanitarie e sociali della pandemia da Covid-19, scoppiata nei primi mesi del 2020, la Regione Emilia-Romagna ha riorganizzato le risorse del POR FESR 2014-2020 per rispondere in modo efficace all’emergenza, così come consentito dalla regolamentazione europea. Una parte significativa dei fondi, pari a 190 milioni di euro, è stata, quindi destinata a sostenere il sistema sanitario regionale attraverso l’acquisto di beni e servizi essenziali per la prevenzione e il contenimento del virus.
Nonostante questa riprogrammazione, tutti i progetti in corso sono proseguiti senza interruzioni: oltre 1.100 interventi finanziati dal POR FESR 2014-2020 sono proseguiti grazie alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) che ha obiettivi analoghi al FESR, finanziato con risorse nazionali.
Gli assi del programma hanno mirato a sostenere l’innovazione, la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale, la competitività del sistema produttivo e la riqualificazione urbana.
Gli importi certificati del POR FESR EMILIA ROMAGNA
Asse 1 – Ricerca e Innovazione. Sono state certificate spese per 299,3 milioni di euro. Gli investimenti sono finalizzati a potenziare la capacità di innovazione delle imprese e del sistema della ricerca, rafforzando le collaborazioni tra aziende e mondo accademico. In termini di evoluzione strategica, la dotazione di risorse iniziali era pari a 140,6 milioni di euro, con un incremento nel tempo a 299,3 milioni di euro per far fronte alle esigenze del sistema sanitario regionale durante la pandemia del 2020.
In questo ambito sono stati complessivamente realizzati 478 interventi finanziati, drenando il 59,1% delle risorse dell’intero Programma a valere sul FESR.
Complessivamente, sono 374 le aziende che hanno realizzato iniziative in partnership con gli Istituti di Ricerca, con 81 Start-up sostenute e 53 nuovi brevetti depositati.
Le principali linee di intervento riguardano i seguenti aspetti:
- Il sostegno ai progetti di R&S delle imprese, con finanziamenti per sviluppare tecnologie avanzate e processi innovativi;
- La creazione di Poli e Laboratori di ricerca industriale, attraverso il rafforzamento della rete dei tecnopoli e dei laboratori di ricerca;
- Gli incentivi per start-up innovative e spin-off accademici, per sostenere la nascita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico.
Asse 2 – Sviluppo dell’Ict e Attuazione dell’Agenda Digitale (11,82 milioni di euro)
L’Asse 2 ha promosso la digitalizzazione del territorio, migliorando la connettività e favorendo l’accesso a servizi pubblici digitalizzati.
- Progetti realizzati: 212 interventi finanziati.
- Imprese sostenute: circa 500 aziende hanno beneficiato dell’ampliamento dei servizi digitali.
- Spesa certificata: 11,82 milioni di euro, ridotta rispetto ai 30,09 milioni iniziali a causa della riorganizzazione per il Covid-19.
Le principali linee di intervento hanno riguardato:
- Ampliamento della banda ultra-larga, con investimenti per ridurre il divario digitale nelle aree produttive meno servite.
- Digitalizzazione della pubblica amministrazione, con lo sviluppo di piattaforme come SuapER per semplificare l’accesso ai servizi per le imprese.
- Innovazione digitale nelle PMI, per favorire l’adozione di soluzioni ICT nel sistema produttivo.
Asse 3 – Competitività e Attrattività del Sistema Produttivo (89,1 milioni di euro)
L’Asse 3 ha supportato la crescita delle imprese, con particolare attenzione alla digitalizzazione, all’internazionalizzazione e all’accesso al credito.
- Progetti realizzati: 1.865 interventi finanziati.
- Imprese sostenute: 3.800 PMI hanno beneficiato di incentivi per innovazione, internazionalizzazione e accesso ai mercati.
- Spesa certificata: 89,1 milioni di euro, ridotti rispetto ai 120,4 milioni iniziali, con interventi garantiti grazie ai fondi FSC.
Le principali linee di intervento hanno incluso:
- Sostegno agli investimenti produttivi delle PMI, per favorire lo sviluppo di nuovi prodotti e processi innovativi.
- Internazionalizzazione e accesso ai mercati esteri, con finanziamenti per fiere, missioni commerciali e strategie di export.
- Miglioramento dell’accesso al credito, con strumenti di finanza agevolata e venture capital per startup e imprese in crescita.
Asse 4 – Promozione della Low Carbon Economy (58,4 milioni di euro)
L’Asse 4 ha promosso l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale nel settore pubblico e privato.
- Progetti realizzati: 568 interventi finanziati.
- Imprese sostenute: 960 aziende hanno ricevuto incentivi per la riduzione dei consumi energetici e l’adozione di fonti rinnovabili.
- Spesa certificata: 58,4 milioni di euro, rispetto ai 104,4 milioni inizialmente previsti, con progetti garantiti grazie ai fondi FSC.
Le principali linee di intervento hanno incluso:
- Riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati, per ridurre il consumo energetico e migliorare l’efficienza.
- Sostegno alle fonti rinnovabili, con incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici e biomassa.
- Mobilità sostenibile, con interventi per trasporti pubblici ecologici e nuove infrastrutture ciclabili.
Asse 5 – Valorizzazione delle Risorse Artistiche, Culturali e Ambientali (14,5 milioni di euro)
L’Asse 5 ha promosso la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività turistica della regione.
- Progetti realizzati: 234 interventi finanziati.
- Imprese sostenute: oltre 100 aziende del settore turistico e culturale hanno ricevuto incentivi.
- Spesa certificata: 14,5 milioni di euro, rispetto ai 37,6 milioni iniziali, con interventi comunque garantiti grazie ai fondi FSC.
Le principali linee di intervento hanno incluso:
- Riqualificazione di edifici storici e musei, per migliorare l’accessibilità e la fruizione turistica.
- Recupero di spazi urbani e aree verdi, per migliorare la vivibilità delle città.
- Promozione di itinerari culturali e ambientali, attraverso nuove tecnologie per il turismo.
Asse 6 – Città Attrattive e Partecipate (12,1 milioni di euro)
L’Asse 6 ha incentivato il miglioramento della qualità della vita urbana, attraverso innovazione digitale e partecipazione cittadina.
La strategia d’intervento di quest’asse si basa sul rafforzamento dell’identità delle aree urbane in grado di innescare processi di partecipazione di cittadini e imprese alle scelte strategiche della città e creare nuove opportunità di occupazione e inclusione. Si tratta di cantieri d’idee, contenitori culturali, luoghi attrezzati con soluzioni tecnologiche ICT che favoriscono lo sviluppo digitale delle città incoraggiando la partecipazione dei cittadini, imprese, pubblica amministrazione, mondo della ricerca e terzo settore sui temi dell’accesso ai servizi, della mobilità e della formazione.
Spesa certificata: 12,1 milioni di euro, rispetto ai 30 milioni inizialmente previsti, per una riduzione in seguito al Covid con interventi comunque realizzati.
Le principali linee di intervento hanno incluso:
- Creazione di “Laboratori Aperti”,
- Spazi per l’innovazione urbana e la partecipazione digitale,
- Attività di rigenerazione urbana, con interventi di miglioramento dell’accessibilità e del decoro cittadino.
Asse 7 – Assistenza Tecnica
Nell’ambito dell’Assistenza tecnica, sono stati finanziati: servizi di analisi, sviluppo, manutenzione e aggiornamento del sistema informativo Sfinge2020 della Regione Emilia- Romagna, attività di supporto all’attuazione del Programma e della Strategia di specializzazione intelligente S3, rafforzamento del personale regionale impegnato nell’attuazione del Programma, incarichi per valutazioni e studi e tutte le attività di comunicazione.
Spesa certificata: 21,5 milioni di euro, con 37 progetti finanziati. In particolare, le risorse sono servite per finanziare 13 campagne di comunicazione e 14 rapporti di valutazione.
Le principali campagne di comunicazione sono nate da un lavoro corale, dalla coprogettazione insieme ai partner e agli stakeholder della Rete di comunicazione integrata, fondamentale per rendere le iniziative più efficaci, capillari e in linea con le caratteristiche dei diversi target. Altro segno distintivo della comunicazione dei Fondi europei in Emilia-Romagna è la convinzione che coloro che hanno usufruito delle opportunità finanziate, i beneficiari, siano i migliori testimonial per trasmettere al pubblico il valore degli investimenti realizzati: per questo il loro coinvolgimento è stato costante e assolutamente prezioso.
Distribuzione territoriale dei fondi
L’allocazione delle risorse è stata calibrata per rispondere alle esigenze dei diversi territori regionali, con una particolare attenzione ai distretti industriali, alle aree urbane in via di riqualificazione e alle zone rurali meno servite dalle infrastrutture digitali e di trasporto. Le principali destinazioni territoriali sono state:
- Città metropolitane e poli urbani(circa il 45% dei fondi): Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia hanno ricevuto le maggiori risorse per l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e i progetti di mobilità sostenibile.
- Distretti industriali e aree produttive(30% dei fondi): interventi mirati nelle province di Ferrara, Piacenza, Rimini e Forlì-Cesena per il supporto alle PMI e l’efficientamento energetico.
- Aree interne e montane(25% dei fondi): investimenti nelle aree dell’Appennino e nelle zone rurali per migliorare la connettività digitale e incentivare le energie rinnovabili.
LA TRANSIZIONE DIGITALE NEL PO FESR EMILIA-ROMAGNA 2014-2020
La transizione digitale è stata uno dei pilastri fondamentali del PO FESR Emilia-Romagna 2014-2020, con l’obiettivo di rafforzare l’infrastruttura tecnologica della regione, migliorare l’accesso ai servizi digitali per cittadini e imprese e favorire lo sviluppo di nuove competenze nell’ambito dell’innovazione digitale. Questo intervento si è articolato principalmente attraverso l’Asse 2 – Agenda Digitale, che ha beneficiato di un finanziamento di 11,82 milioni di euro e ha sostenuto azioni strategiche mirate a colmare il divario digitale e rendere l’Emilia-Romagna una delle regioni più avanzate d’Europa in termini di digitalizzazione.
Gli obiettivi della transizione digitale
Gli obiettivi principali della transizione digitale nel PO FESR 2014-2020 sono stati:
- Potenziare le infrastrutture di connettività: garantire l’accesso alla banda ultra -arga per cittadini, imprese e pubblica amministrazione;
- Digitalizzare la pubblica amministrazione: aumentare l’accessibilità ai servizi digitali per migliorare l’efficienza e ridurre i tempi di gestione;
- Supportare l’innovazione digitale nelle imprese: promuovere l’adozione di soluzioni basate su big data, intelligenza artificiale, Internet of Things e cloud computing;
- Sviluppare le competenze digitali: formare cittadini e imprese all’uso avanzato delle tecnologie digitali;
- Favorire la cybersecurity e la protezione dei dati: rafforzare le infrastrutture di sicurezza per prevenire attacchi informatici e garantire la protezione dei dati sensibili.
Le principali linee di intervento
Infrastrutture digitali e banda ultra larga
Una delle sfide più rilevanti affrontate dal PO FESR Emilia-Romagna 2014-2020 è stata la riduzione del divario digitale tra aree urbane e periferiche. Gli interventi principali hanno riguardato:
- La posa di oltre000 km di fibra ottica per migliorare la connettività in aree urbane, industriali e rurali;
- L’installazione di oltre 1.200 punti di accesso Wi-Fi pubblicinelle piazze, nei municipi e nei centri culturali;
- Il potenziamento della rete di data center regionali, garantendo maggiore affidabilità e sicurezza ai sistemi informatici della pubblica amministrazione.
Un caso esemplare è il progetto Banda Ultra Larga Emilia-Romagna, che ha permesso di collegare oltre 300 scuole e 150 ospedali e strutture sanitarie con connessioni superiori a 1 Gbps, migliorando la qualità dei servizi didattici e sanitari.
Digitalizzazione della pubblica amministrazione
Un’altra priorità della transizione digitale è stata la modernizzazione dei servizi della pubblica amministrazione. Tra le iniziative principali:
- Attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), per accedere alla propria documentazione sanitaria in formato digitale;
- Sviluppo di piattaforme di e-Government, tra cui il portale per la gestione online delle pratiche edilizie, che ha ridotto del 35% i tempi di attesa;
- Implementazione dello SPID regionale, che ha permesso a oltre 1,8 milioni di utenti di accedere in modo sicuro ai servizi online della PA.
Innovazione digitale per le imprese e l’industria 4.0
Il PO FESR è intervenuto per favorire la digitalizzazione delle imprese, in particolare per:
- Sviluppo di soluzioni basate su Big Data e AI;
- Supporto all’adozione di soluzioni IoT e cloud computing, migliorando l’efficienza della produzione nelle imprese manifatturiere;
- Creazione di digital innovation hub, per supportare start up e PMI nell’adozione di tecnologie innovative.
Cybersecurity e protezione dei dati
Con la crescente digitalizzazione, è emersa la necessità di garantire un elevato livello di sicurezza informatica per la protezione dei dati sensibili di cittadini e imprese, attraverso:
- il Potenziamento delle infrastrutture di cybersecurity;
- la formazione e sensibilizzazione sulla sicurezza informatica;
- la creazione di un centro regionale di risposta alle emergenze informatiche (CERT-ER), che ha migliorato la capacità di reazione a minacce digitali.
LA TRANSIZIONE GREEN E IL TRASPORTO SOSTENIBILE NEL PO FESR EMILIA-ROMAGNA 2014-2020
La transizione ecologica è stata uno degli assi centrali del PO FESR Emilia-Romagna 2014-2020, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive e migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso interventi mirati all’efficienza energetica, all’uso di energie rinnovabili e alla mobilità sostenibile. Il programma ha previsto investimenti significativi per sostenere la de carbonizzazione dell’economia regionale, promuovere modelli di sviluppo sostenibili e rafforzare le infrastrutture per il trasporto pubblico e la mobilità alternativa.
L’Asse 4 – Efficienza energetica e ambiente e l’Asse 5 – Mobilità e sviluppo urbano hanno rappresentato i principali strumenti finanziari per il raggiungimento di questi obiettivi, in specifici ambiti di intervento.
Gli obiettivi della transizione green
Le priorità della transizione ecologica nel PO FESR Emilia-Romagna 2014-2020 si sono concentrate su cinque macro-aree:
- Efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati: riduzione dei consumi energetici attraverso interventi di ristrutturazione e l’utilizzo di tecnologie innovative per la climatizzazione e l’illuminazione.
- Promozione delle energie rinnovabili: installazione di impianti fotovoltaici, solari termici e a biomassa per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.
- Riqualificazione urbana e verde pubblico: creazione di spazi verdi e infrastrutture per la sostenibilità ambientale nelle città.
- Mobilità sostenibile: miglioramento delle infrastrutture per il trasporto pubblico, sviluppo della mobilità ciclabile e promozione dell’uso di veicoli a basso impatto ambientale.
- Riduzione delle emissioni di gas serra e miglioramento della qualità dell’aria: azioni mirate a contrastare l’inquinamento atmosferico nei centri urbani e nelle aree industriali.
Gli interventi finanziati e la loro distribuzione territoriale
Efficienza energetica e fonti rinnovabili
In linea con le politiche europee sulla lotta al cambiamento climatico e sulla promozione di un’energia sostenibile e sicura, la Regione ha realizzato interventi finalizzati all’efficientamento energetico e allo sviluppo di fonti rinnovabili sia da parte degli enti pubblici che delle imprese.
A seguito dell’emergenza Covid-19, i fondi dell’asse sono stati ridotti da 104,4 a 58,4 milioni di euro, ma tutti i progetti finanziati sono comunque proseguiti anche con risorse FSC.
Tra gli obiettivi dell’asse 4:
- la promozione della riduzione dei consumi energetici delle imprese e la produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo anche attraverso la creazione di aree produttive ecologicamente attrezzate;
- promuovere la riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche e l’introduzione di sistemi per la produzione di energia rinnovabile;
- promuovere la mobilità sostenibile nelle aree urbane attraverso l’introduzione di sistemi di trasporto intelligenti, il potenziamento della flotta di autobus e filobus con mezzi eco- compatibili e l’aumento di piste ciclabili e zone 30 per la moderazione del traffico.:
Nello specifico sono stati realizzati interventi per la riduzione dei consumi energetici di scuole, ospedali e sedi della pubblica amministrazione, cappotti termici, impianti di illuminazione a LED e sistemi di riscaldamento a pompa di calore. Sono stati incentivati l’uso di energia rinnovabile nelle aziende, attraverso impianti di cogenerazione e sistemi di accumulo energetico.
Dal punto di vista territoriale, gli investimenti si sono concentrati sulle città metropolitane come Bologna, Modena e Parma, dove sono stati effettuati interventi di maggiore portata per ridurre il consumo energetico degli edifici pubblici. Nelle aree rurali e montane, invece, si è puntato su progetti di autoproduzione energetica e sulla diffusione di sistemi di riscaldamento alimentati da biomassa.
Mobilità sostenibile e trasporto pubblico
L’Asse 5 del POR FESR ha contribuito alla mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre la congestione del traffico e l’inquinamento atmosferico nelle città dell’Emilia-Romagna.
Gli interventi principali hanno riguardato:
- Rinnovo della flotta del trasporto pubblico attraverso l’acquisto di 250 autobus elettrici e a metano per la riduzione delle emissioni di CO₂ nei centri urbani.
- Sviluppo della mobilità ciclabile migliorando i collegamenti tra le periferie e i centri urbani. Il progetto più significativo è stata la “Bicipolitana” di Bologna, che ha incentivato l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto principale.
- Infrastrutture per la mobilità elettrica attraverso l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, favorendo l’adozione di mezzi a basse emissioni.
Prospettive future
I risultati ottenuti nel periodo 2014-2020 hanno posto le basi per la programmazione 2021-2027, che prevede un ulteriore rafforzamento delle politiche per la transizione ecologica. Tra le iniziative previste:
- Sviluppo di comunità energetiche locali per la condivisione di energia rinnovabile tra cittadini e imprese.
- Potenziamento del trasporto ferroviario regionale con l’acquisto di treni a idrogeno e miglioramento delle infrastrutture ferroviarie.
- Integrazione di sistemi di mobilità multimodale per favorire l’interconnessione tra trasporto pubblico, biciclette e veicoli elettrici.
LA STRATEGIA DI SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE (S3) IN EMILIA-ROMAGNA NEL PERIODO 2014-2020
La Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) rappresenta il fulcro delle politiche di innovazione e competitività dell’Emilia-Romagna. La regione, con la sua forte tradizione industriale e un sistema produttivo caratterizzato da distretti di eccellenza, ha adottato una S3 orientata a promuovere la ricerca, la digitalizzazione e l’internazionalizzazione, con un focus sulla sostenibilità ambientale e la transizione ecologica.
Obiettivi della Strategia di Specializzazione Intelligente
La S3 della Regione Emilia-Romagna ha perseguito diversi obiettivi chiave:
- Sostenere la crescita e la competitività delle imprese regionali, favorendo la trasformazione digitale e lo sviluppo di tecnologie avanzate.
- Rafforzare la collaborazione tra ricerca e industria, attraverso il finanziamento di progetti congiunti tra università, centri di ricerca e imprese.
- Stimolare l’innovazione in settori strategici, come l’automazione, la meccanica avanzata, il biomedicale e l’agroalimentare.
- Favorire la transizione verso un’economia sostenibile, incentivando l’efficienza energetica e l’uso di materiali innovativi ed ecocompatibili.
- Incrementare la capacità di internazionalizzazione del sistema produttivo regionale, sostenendo l’accesso ai mercati esteri e la valorizzazione del Made in Italy
Ambiti di specializzazione e allocazione delle risorse
La strategia regionale ha individuato 6 aree di specializzazione intelligente, in linea con le priorità dell’Unione Europea e con il tessuto industriale locale:
- Meccatronica e motoristica– Innovazione nei settori della meccanica avanzata, dell’automotive, dell’automazione industriale e della robotica.
- Agroalimentare– Sviluppo di tecnologie per la sicurezza alimentare, la sostenibilità delle produzioni e la valorizzazione della filiera agricola.
- Industrie della salute e del benessere– Biomedicale, biotecnologie, medicina personalizzata e tecnologie per l’invecchiamento attivo.
- Costruzioni e abitare sostenibile– Innovazione nel settore dell’edilizia per migliorare la sostenibilità e l’efficienza energetica.
- Industrie culturali e creative– Sostegno all’innovazione digitale nei settori audiovisivo, del design e della valorizzazione del patrimonio culturale.
- Turismo e attrattività del territorio– Innovazione nel turismo esperienziale e valorizzazione dei beni naturali e culturali.
Strumenti di attuazione della S3
L’attuazione della Strategia di Specializzazione Intelligente è avvenuta attraverso un mix di strumenti di policy, tra cui:
- Bandi per il finanziamento della ricerca industriale, con particolare attenzione ai progetti collaborativi tra imprese e università.
- Sostegno ai Clust-ER, aggregazioni di imprese e centri di ricerca focalizzati sugli ambiti strategici della S3.
- Voucher per l’innovazione, destinati alle PMI per l’adozione di tecnologie avanzate e servizi di consulenza specialistica.
- Fondi per la digitalizzazione, per l’adozione di soluzioni di Industria 4.0, Internet of Things (IoT) e Intelligenza Artificiale.
Un ruolo chiave è stato svolto dai Tecnopoli regionali, che hanno fornito supporto tecnico-scientifico alle imprese, favorendo il trasferimento tecnologico e la sperimentazione di nuove soluzioni innovative.
Risultati e impatti della S3
L’implementazione della S3 ha avuto un impatto significativo sull’ecosistema dell’innovazione della regione:
- Aumento delle collaborazioni tra ricerca e industria: oltre350 progetti di ricerca collaborativa avviati tra università e imprese.
- Miglioramento della competitività delle imprese: le aziende che hanno beneficiato della S3 hanno registrato un incremento medio del15% del fatturato.
- Crescita del numero di brevetti e innovazioni tecnologiche: il numero di brevetti registrati è aumentato del25% rispetto al periodo precedente (+53 brevetti).
- Espansione dell’Industria 4.0: oltre600 imprese hanno adottato soluzioni avanzate di automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale e oltre 113 imprese hanno introdotto nuovi prodotti o progetti sul mercato.
- Rafforzamento delle start-up innovative: grazie ai fondi per la creazione d’impresa, sono nate oltre81 startup ad alto contenuto tecnologico, molte delle quali operanti nei settori biotech e ICT.
Sfide e prospettive future
Per il periodo 2021-2027, la Regione Emilia-Romagna ha avviato un percorso di consolidamento della strategia S3 con un focus su:
- Intelligenza Artificiale e Big Data, per aumentare la competitività delle imprese e migliorare i servizi pubblici.
- Sostenibilità e transizione ecologica, con investimenti in economia circolare e riduzione dell’impronta ambientale delle produzioni industriali.
- Internazionalizzazione dell’innovazione, attraverso partnership strategiche con poli tecnologici europei e internazionali.
- Attrazione di talenti e capitale umano, con percorsi di formazione avanzata e incentivi per trattenere i giovani ricercatori in regione.
LE IMPRESE INNOVATIVE E L’AGENDA DIGITALE IN EMILIA-ROMAGNA
L’Emilia-Romagna ha sviluppato un ecosistema fortemente orientato all’innovazione e alla trasformazione digitale, grazie a un tessuto imprenditoriale dinamico e a una strategia regionale basata sull’adozione di nuove tecnologie. Il PO FESR 2014-2020 ha sostenuto le imprese innovative e la digitalizzazione attraverso strumenti finanziari dedicati, favorendo la competitività delle PMI e il loro accesso alle soluzioni dell’Industria 4.0. L’Asse 1 (Ricerca e Innovazione) e l’Asse 2 (Agenda Digitale) hanno rappresentato i principali strumenti di finanziamento di queste trasformazioni.
L’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna: obiettivi e interventi
L’Agenda Digitale della Regione Emilia-Romagna (ADER) è stata la cornice strategica per la digitalizzazione del territorio e delle imprese. Gli obiettivi principali dell’Agenda Digitale nel periodo 2014-2020 sono stati:
- Potenziamento delle infrastrutture digitali, con l’espansione della banda ultra-larga per migliorare la connettività in tutta la regione.
- Digitalizzazione della pubblica amministrazione, attraverso lo sviluppo di servizi online per cittadini e imprese.
- Sostegno alla trasformazione digitale delle imprese, incentivando l’adozione di tecnologie come cloud computing, Internet of Things (IoT) e intelligenza artificiale.
- Promozione dell’open data e della trasparenza amministrativa, favorendo la creazione di piattaforme interoperabili per la gestione delle informazioni.
Investimenti per la digitalizzazione e le imprese innovative
L’Asse 2 del PO FESR ha stanziato 11,82 milioni di euro per la trasformazione digitale e il miglioramento dell’accesso alle tecnologie digitali per:
- l’estensione della banda ultra-larga e lo sviluppo di reti a fibra ottica nelle aree industriali e rurali;
- la digitalizzazione della pubblica amministrazione, con la creazione di piattaforme digitali integrate;
- l’innovazione digitale nelle PMI, favorendo l’adozione di software gestionali avanzati e soluzioni di cyber security.
Parallelamente, l’Asse 1 ha finanziato la crescita delle imprese innovative per:
- il sostegno alla ricerca e sviluppo, con progetti di innovazione industriale;
- la nascita di startup e spin-off universitari;
- il supporto all’internazionalizzazione delle imprese innovative con missioni all’estero e partecipazione a fiere di settore.
Per il periodo 2021-2027, la Regione ha pianificato un ulteriore potenziamento delle politiche per la trasformazione digitale e l’innovazione, con un focus su:
- Espansione dell’intelligenza artificiale e big data, per aumentare la competitività delle imprese nei settori strategici.
- Sviluppo di hub digitali e distretti tecnologici, per rafforzare la collaborazione tra università, imprese e centri di ricerca.
- Incentivi per la transizione al cloud e all’edge computing, per migliorare la gestione dei dati e la sicurezza informatica.
- Sostegno alla green e digital transition, con investimenti in tecnologie sostenibili e soluzioni digitali per la riduzione dell’impatto ambientale.
BUONE PRATICHE NEL PO FESR EMILIA-ROMAGNA 2014-2020
L’attuazione del PO FESR Emilia-Romagna 2014-2020 ha prodotto un significativo patrimonio di buone pratiche, emerse dall’efficace utilizzo delle risorse e dall’adozione di metodologie innovative nella gestione degli interventi. Questi modelli di successo hanno rappresentato esempi concreti di come le politiche di coesione possano tradursi in risultati tangibili per il territorio, attraverso la collaborazione tra enti pubblici, imprese, università e cittadini.
Le buone pratiche individuate coprono diversi ambiti strategici, tra cui l’innovazione e la ricerca, la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale, la rigenerazione urbana e la mobilità sostenibile. In particolare, l’Emilia-Romagna si è distinta per la capacità di sviluppare progetti integrati che hanno generato impatti positivi di lungo periodo.
Buone pratiche nell’ambito dell’innovazione e della digitalizzazione
L’Emilia-Romagna ha consolidato un ecosistema favorevole alla ricerca e all’innovazione, con politiche che hanno incentivato il trasferimento tecnologico e la digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione. Alcune delle buone pratiche più significative includono:
- I Clust-ER regionali: L’istituzione dei Clust-ER (cluster tecnologici regionali) ha facilitato il dialogo tra imprese, università e centri di ricerca, contribuendo alla realizzazione di oltre 600 progetti di ricerca industriale. Questa iniziativa ha favorito la nascita di nuove collaborazioni, il trasferimento di conoscenze e lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia nei settori strategici della regione.
- Tecnopoli e Digital Innovation Hub: La rete dei Tecnopoli ha fornito supporto tecnologico e scientifico a oltre 500 PMI, aiutandole ad adottare soluzioni di Industria 4.0, automazione e intelligenza artificiale. I Digital Innovation Hub hanno svolto un ruolo chiave nella trasformazione digitale delle imprese, offrendo consulenze specializzate e accesso a strumenti avanzati.
- Espansione della banda ultra-larga: L’infrastrutturazione digitale è stata uno dei punti di forza del programma, con investimenti mirati che hanno portato la connettività in fibra ottica a coprire il90% delle aree industriali e produttive, facilitando l’adozione di tecnologie avanzate da parte delle imprese.
Buone pratiche nella transizione ecologica e sostenibilità ambientale
Il PO FESR ha promosso una serie di progetti innovativi nel campo della sostenibilità ambientale, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO₂ e all’uso efficiente delle risorse energetiche. Tra le esperienze più significative troviamo:
- Efficientamento energetico degli edifici pubblici: Più di500 edifici scolastici, amministrativi e ospedalieri sono stati riqualificati energeticamente, con interventi di isolamento termico, installazione di pannelli solari e sostituzione degli impianti di climatizzazione obsoleti. Questa operazione ha determinato una riduzione media del 35% dei consumi energetici e una conseguente diminuzione delle spese di gestione per gli enti locali.
- Comunità energetiche locali: La sperimentazione di modelli di produzione e autoconsumo collettivo di energia rinnovabile ha portato alla nascita dioltre 20 comunità energetiche nelle principali città della regione. Queste iniziative hanno permesso ai cittadini e alle imprese di condividere l’energia prodotta da impianti fotovoltaici, aumentando l’indipendenza energetica e riducendo i costi.
- Smart grid e reti energetiche intelligenti: L’integrazione tra produzione di energia rinnovabile e sistemi avanzati di gestione dell’energia ha consentito una maggiore efficienza nel bilanciamento della domanda e dell’offerta, contribuendo a un sistema elettrico più resiliente e sostenibile.
Buone pratiche nella rigenerazione urbana e mobilità sostenibile
Gli investimenti in mobilità sostenibile e rigenerazione urbana hanno trasformato profondamente il territorio regionale, migliorando la qualità della vita e riducendo l’impatto ambientale del traffico e delle emissioni. Tra le esperienze più rilevanti:
- La Bicipolitana di Bologna: Un sistema di percorsi ciclabili interconnessi che ha incentivato la mobilità dolce, portando a un incremento del40% nell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto principale. Questo progetto ha contribuito a ridurre il traffico urbano e le emissioni di gas serra.
- Rinnovo del trasporto pubblico: L’acquisto di250 autobus elettrici e a metano ha migliorato la qualità dell’aria nei centri urbani, con una riduzione delle emissioni di CO₂ del 40%. Inoltre, sono stati sviluppati sistemi di bigliettazione elettronica e servizi di mobilità integrata per incentivare l’uso del trasporto pubblico.
- Rigenerazione urbana sostenibile: La riqualificazione di spazi pubblici abbandonati ha portato alla creazione di nuovi poli culturali e di innovazione. Un esempio emblematico è stata la trasformazione dell’ex Manifattura Tabacchi di Bolognain un hub per startup, coworking e attività creative, con un impatto positivo sulla vitalità economica e sociale della città.
Elementi chiave delle buone pratiche e replicabilità
Dall’analisi delle buone pratiche emergono alcuni elementi chiave che ne hanno garantito il successo e che possono essere replicati in altri contesti:
- Integrazione tra settori: l’adozione di un approccio trasversale ha permesso di massimizzare l’efficacia degli investimenti, combinando innovazione, sostenibilità e digitalizzazione.
- Partecipazione e governance collaborativa: il coinvolgimento di stakeholder pubblici e privati ha favorito una gestione efficace delle risorse e una maggiore adesione ai progetti.
- Sostenibilità economica e ambientale: gli investimenti sono stati progettati per generare benefici a lungo termine, garantendo un impatto positivo sia dal punto di vista economico che ecologico.
- Scalabilità e replicabilità: molte delle soluzioni adottate possono essere riprodotte in altre regioni o contesti locali, contribuendo alla diffusione di modelli innovativi di sviluppo territoriale.
Prospettive future
Le esperienze maturate nel periodo 2014-2020 rappresentano una base solida per la programmazione 2021-2027, che intende rafforzare e ampliare l’impatto delle buone pratiche. Tra le azioni previste vi sono:
- L’espansione delle comunità energetiche locali, con incentivi per nuovi modelli di produzione e condivisione dell’energia rinnovabile.
- Il potenziamento delle infrastrutture per la mobilità sostenibile, con investimenti in mezzi di trasporto a emissioni zero e sistemi di trasporto pubblico innovativi.
- L’integrazione di soluzioni digitali avanzate nei processi produttivi e nei servizi pubblici, per rendere il territorio più competitivo e resiliente.
- Lo sviluppo di nuovi distretti dell’innovazione, che fungano da catalizzatori per startup e PMI ad alto contenuto tecnologico.
IMPATTI E VALUTAZIONE DEL PO FESR EMILIA-ROMAGNA 2014-2020
L’attuazione del PO FESR Emilia-Romagna 2014-2020 ha avuto un impatto significativo sullo sviluppo economico, sociale e ambientale della regione. Le risorse investite hanno generato benefici tangibili in termini di crescita dell’innovazione, miglioramento della competitività delle imprese, incremento della digitalizzazione, riduzione delle emissioni inquinanti e rafforzamento della coesione territoriale. L’efficacia del programma è stata valutata attraverso un’analisi basata su indicatori quantitativi e qualitativi, evidenziando le trasformazioni avvenute e le aree di miglioramento per il futuro.
Impatti economici
Uno degli obiettivi principali del PO FESR è stato il sostegno alla crescita economica e alla competitività del sistema produttivo regionale. Tra i principali risultati conseguiti:
- Gli investimenti effettuati hanno contribuito a un aumento stimato del3,5% del PIL rispetto al periodo precedente.
- Crescita dell’occupazione: il programma ha sostenuto direttamente la creazione dioltre 20.000 nuovi posti di lavoro, in particolare nei settori dell’innovazione tecnologica e delle energie rinnovabili.
- Aumento della produttività delle PMI: le imprese che hanno beneficiato dei finanziamenti hanno registrato una crescita media del15% della produttività, grazie all’introduzione di nuove tecnologie e processi digitalizzati.
- Le iniziative di internazionalizzazione hanno permesso un incremento delle esportazioni pari al12%, con particolare successo nei settori agroalimentare, biomedicale e meccanica avanzata.
Impatti sull’innovazione e sulla digitalizzazione
Il PO FESR ha incentivato la ricerca e l’adozione di tecnologie innovative, con effetti positivi sulla trasformazione digitale del sistema economico e istituzionale della regione:
- Aumento degli investimenti in R&S: le spese per la ricerca e sviluppo sono cresciute del30%, con un rafforzamento della collaborazione tra imprese e università.
- Diffusione dell’Industria 4.0: oltre600 imprese hanno adottato tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, Internet of Things e automazione intelligente.
- Copertura della banda ultra-larga: la rete in fibra ottica ha raggiunto il90% delle aree produttive e il 75% delle zone rurali, migliorando la connettività e riducendo il divario digitale.
- Miglioramento dei servizi digitali della PA: l’adozione di sistemi di e-Government ha ridotto del40% i tempi di gestione delle pratiche amministrative per cittadini e imprese (69451 pratiche transitate sulla piattaforma SuapER)
Impatti ambientali e sulla sostenibilità
La transizione ecologica ha rappresentato un obiettivo strategico del PO FESR, con interventi che hanno ridotto le emissioni e migliorato l’efficienza energetica:
- Riduzione delle emissioni di CO₂: gli interventi finanziati hanno portato a un abbattimento dioltre 500.000 tonnellate annue di CO₂, contribuendo agli obiettivi europei di decarbonizzazione.
- Incremento della quota di energia rinnovabile: la capacità installata di impianti fotovoltaici e solari termici è aumentata del20%, rendendo la regione meno dipendente dai combustibili fossili.
- Efficienza energetica negli edifici pubblici: la riqualificazione di scuole, ospedali e uffici pubblici ha ridotto il consumo energetico del35%, con risparmi significativi per la spesa pubblica.
- Miglioramento della qualità dell’aria: gli investimenti in mobilità sostenibile hanno contribuito a una riduzione del15% delle concentrazioni di particolato e NOx nei centri urbani.
Impatti sulla coesione territoriale
Il PO FESR ha avuto un ruolo determinante nella riduzione dei divari territoriali e nel miglioramento dell’accessibilità ai servizi:
- Rilancio delle aree interne e montane: gli investimenti in infrastrutture digitali e reti di trasporto pubblico hanno migliorato la qualità della vita nelle zone meno sviluppate della regione.
- Sviluppo di ecosistemi di innovazione diffusi: la creazione di10 nuovi poli tecnologici e 5 distretti dell’innovazione ha favorito la crescita economica anche fuori dalle città metropolitane.
- Aumento della mobilità sostenibile: grazie a nuove piste ciclabili e trasporti pubblici elettrici, si è registrato un incremento del30% dell’uso del trasporto pubblico nelle principali città.
Insegnamenti tratti dalla programmazione 2014-2020
L’attuazione del PO FESR 2014-2020 ha permesso di individuare alcuni elementi di successo e aspetti da migliorare, che sono stati presi in considerazione per la definizione della nuova programmazione. Tra i principali insegnamenti emersi:
- Importanza dell’integrazione tra settori: l’approccio trasversale che ha combinato innovazione, sostenibilità e digitalizzazione ha prodotto risultati significativi, dimostrando la necessità di continuare su questa strada per massimizzare l’impatto degli investimenti.
- Necessità di semplificare le procedure amministrative: la gestione dei fondi ha evidenziato la necessità di ridurre la complessità burocratica e migliorare l’efficienza nei processi di erogazione e monitoraggio delle risorse.
- Maggiore inclusione delle aree interne e rurali: il divario territoriale nell’accesso ai finanziamenti e alle infrastrutture digitali ha evidenziato la necessità di politiche mirate per garantire uno sviluppo più equilibrato e inclusivo.
- Rafforzare il supporto alle PMI e alle start-up: le difficoltà di accesso ai finanziamenti per le imprese meno strutturate hanno suggerito la necessità di strumenti più flessibili e di un maggiore accompagnamento nel processo di innovazione.
- Monitoraggio continuo e valutazione degli impatti: è fondamentale migliorare il sistema di valutazione ex-post per garantire un monitoraggio più efficace dei progetti e ottimizzare l’allocazione delle risorse in base ai risultati.
Priorità strategiche del PR 2021-2027
Sulla base delle lezioni apprese e delle nuove sfide globali, il Programma Regionale FESR 2021-2027 ha definito una serie di priorità strategiche, in linea con le politiche europee di coesione e con il Green Deal europeo. Le principali aree di intervento fanno riferimento a:
- proseguire nel sostegno alle imprese e ai centri di ricerca per sviluppare tecnologie all’avanguardia, favorendo la transizione digitale e il rafforzamento delle competenze in settori strategici.
- accelerare il processo di trasformazione digitale, con particolare attenzione alla cybersecurity, ai big data e all’intelligenza artificiale.
- promuovere la decarbonizzazione, l’efficienza energetica e l’uso di energie rinnovabili, riducendo l’impatto ambientale delle attività produttive e migliorando la qualità della vita nelle città.
- incentivare lo sviluppo di trasporti a basse emissioni e la riqualificazione di aree urbane degradate, aumentando la resilienza ai cambiamenti climatici.
- rafforzare l’internazionalizzazione del sistema produttivo regionale e migliorare l’accesso ai mercati globali per le imprese locali.
Il PR 2021-2027 introduce nuove strategie per affrontare le sfide emergenti e migliorare l’efficacia degli interventi:
- verranno incentivati progetti basati su machine learning, blockchain e tecnologie innovative per migliorare la competitività del territorio.
- un maggiore investimento sarà destinato alla creazione di modelli energetici sostenibili e autosufficienti.
- le politiche urbane saranno orientate alla riduzione del traffico e all’adozione di soluzioni innovative per migliorare la qualità dell’aria.
- verranno introdotti nuovi strumenti di credito agevolato e venture capital per supportare startup e PMI ad alto potenziale.
L’Emilia-Romagna si pone l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo di regione leader in innovazione e sostenibilità, garantendo una crescita equilibrata e duratura. Il nuovo ciclo di programmazione sarà caratterizzato da un approccio integrato e partecipativo, volto a coinvolgere tutti gli attori del territorio e a garantire un utilizzo efficace delle risorse europee.
FONTI
La redazione del presente dossier sul PO FESR Emilia-Romagna 2014-2020 si è basata su una molteplicità di fonti documentali ufficiali e risorse online autorevoli. Questi materiali hanno fornito le informazioni essenziali per comprendere l’attuazione del programma, i risultati raggiunti, le criticità incontrate e le soluzioni adottate.
Documenti Programmatici e di Valutazione:
- Programma Operativo FESR Emilia-Romagna 2014-2020 – Approvato con Decisione della Commissione Europea C(2014) 10162 del 18 dicembre 2014 e ss.mm.ii
- Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) Emilia-Romagna – Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 831 del 2014 e ss.mm.ii
- Piano per la transizione digitale e green Emilia-Romagna – Documento programmatico che ha orientato gli investimenti verso la digitalizzazione e la sostenibilità. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1456 del 2021.
- Valutazione degli effetti delle politiche di coesione in Emilia-Romagna 2014-2020 – Studio di analisi sugli impatti economici, sociali e ambientali delle misure finanziate con fondi FESR. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1902 del 2022.
- Relazione finale di attuazione POR FESR 2014-2020 – Documento conclusivo che raccoglie indicatori di performance, best practices e criticità emerse nel ciclo di programmazione. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 2345 del 2023.
- Regione Emilia-Romagna (2020). Rapporto di valutazione unitaria S3. Regione Emilia-Romagna, Bologna. Analisi dettagliata delle politiche di specializzazione intelligente attuate nel periodo 2014-2020 e valutazione risultati. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1876 del 2020.
- Regione Emilia-Romagna (2018). S3 – Aggiornamento settembre 2018. Regione Emilia-Romagna, Bologna. Documento strategico di aggiornamento della Smart Specialisation Strategy per migliorare il coordinamento tra ricerca e industria. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1270 del 2018.
- Regione Emilia-Romagna (2021). POR FESR 2014-2020: Analisi dei risultati e impatti. Regione Emilia-Romagna, Bologna. Studio approfondito sugli impatti economici e sociali della programmazione FESR. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1782 del 2021.
- Regione Emilia-Romagna (2023). Rapporto finale Asse 4 – Mobilità sostenibile. Regione Emilia-Romagna, Bologna. Analisi delle politiche attuate per la transizione ecologica e la mobilit√† sostenibile. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 356 del 2023.
- Regione Emilia-Romagna (2022). Valutazione dell’Asse 6 – Politiche urbane. Regione Emilia-Romagna, Bologna. Valutazione dell’efficacia delle strategie di sviluppo urbano finanziate con fondi europei. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1253 del 2022.
- Regione Emilia-Romagna (2021). Report tematico Energia. Regione Emilia-Romagna, Bologna. Documento che dettaglia gli investimenti e i risultati raggiunti nel settore energetico, con particolare focus sulle fonti rinnovabili. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 865 del 2021.
- Regione Emilia-Romagna (2021). Primi risultati dei bandi a supporto delle start-up innovative. Regione Emilia-Romagna, Bologna. Analisi degli effetti delle misure di sostegno alle start-up finanziate dal POR FESR. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1482 del 2021.
- Regione Emilia-Romagna (2022). Relazione di sintesi sulle conclusioni del POR FESR 2014-2020. Regione Emilia-Romagna, Bologna. Documento di sintesi con le principali evidenze della programmazione passata e linee guida per il futuro. Approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 2013 del 2022.
Sitografia
- Regione Emilia-Romagna – Sito ufficiale– Sito istituzionale della Regione Emilia-Romagna con aggiornamenti sulle politiche e i programmi europei.
- POR FESR Emilia-Romagna– Portale dedicato al Programma Operativo Regionale FESR con documentazione ufficiale, bandi e report.
- Commissione Europea – Politiche regionali– Sezione della Commissione Europea dedicata ai fondi strutturali e agli strumenti di coesione territoriale.
- Agenzia per la Coesione Territoriale– Portale istituzionale con informazioni e documenti relativi ai programmi europei in Italia.
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